Il nuovo Accordo integrativo regionale delle Marche: la Farmacia dei servizi diventa strutturale
Telemedicina, vaccinazioni, screening, deblistering e sostegno alle farmacie rurali: il nuovo AIR ridisegna il ruolo della farmacia nel Servizio sanitario regionale. Ne analizziamo i principali contenuti con il commento del dott. Marco Meconi, Presidente di Federfarma Marche.
La Regione Marche ha approvato il nuovo Accordo integrativo regionale (AIR) per le farmacie pubbliche e private convenzionate, segnando un passaggio importante nel percorso di evoluzione della farmacia all’interno del Servizio sanitario regionale.
L’Accordo interviene, infatti, in una fase nella quale il modello della Farmacia dei servizi sta progressivamente superando la dimensione della sperimentazione per assumere carattere strutturale.
La direzione è chiara: accanto alla tradizionale attività di dispensazione del farmaco, la farmacia amplia il suo coinvolgimento nelle attività di prevenzione, diagnostica di prima istanza, monitoraggio e aderenza terapeutica, diventando uno dei punti di accesso alla rete dell’assistenza territoriale.
Un’evoluzione particolarmente significativa in una Regione come le Marche, caratterizzata da una rete di circa 550 farmacie, molte delle quali rurali e collocate nei piccoli comuni e nelle aree interne.
Dalla sperimentazione a un modello strutturale
L’Accordo regionale si inserisce nel più ampio processo di consolidamento della Farmacia dei servizi avviato a livello nazionale.
Le Marche hanno partecipato attivamente a questo percorso e già dal 2023 hanno sviluppato la sperimentazione regionale dei nuovi servizi. Il nuovo AIR consente ora di ricondurre le diverse attività all’interno di una cornice regionale più organica e uniforme.
È probabilmente questo uno degli aspetti più interessanti dell’Accordo: non tanto l’introduzione isolata di nuove prestazioni, quanto la costruzione di un modello nel quale la farmacia entra stabilmente nel percorso assistenziale del cittadino.
Come ha osservato Marco Meconi, Presidente di Federfarma Marche, l’Accordo “riconosce concretamente una trasformazione che è già in atto: la farmacia non è mai stata solo luogo di dispensazione del farmaco, ma ha sempre accompagnato il paziente nel suo percorso di cura, con una consulenza professionale e specializzata”.
Una rete regionale dei servizi in farmacia
Uno dei principali obiettivi dell’AIR è favorire una maggiore uniformità nell’offerta dei servizi sul territorio regionale.
Rientrano in questo percorso attività ormai consolidate come le prenotazioni CUP, il pagamento delle prestazioni e il ritiro dei referti, alle quali si affianca un ruolo crescente della farmacia nell’erogazione di prestazioni sanitarie e nella diagnostica di prima istanza.
Particolare rilievo assume la telemedicina, con prestazioni quali elettrocardiogramma, Holter cardiaco e pressorio e spirometria, effettuate in farmacia e integrate con sistemi di refertazione specialistica a distanza.
A queste attività si aggiunge la possibilità di avvalersi in farmacia delle prestazioni di infermieri e fisioterapisti, secondo un modello che valorizza la farmacia anche quale luogo fisico nel quale rendere più facilmente accessibili al cittadino diverse prestazioni sanitarie.
La prospettiva è quindi quella di una farmacia sempre più connessa con gli altri attori dell’assistenza territoriale: medici di medicina generale, professionisti sanitari, strutture territoriali e Case di comunità.
Prevenzione e vaccinazioni: cresce il ruolo della farmacia
Un secondo asse fondamentale dell’Accordo riguarda la prevenzione.
L’AIR consolida l’offerta vaccinale nelle farmacie marchigiane, comprendendo le vaccinazioni contro influenza, Covid-19, HPV, herpes zoster e pneumococco, e contempla la possibilità di estendere ulteriormente le vaccinazioni effettuabili in farmacia in coerenza con la programmazione nazionale.
Particolarmente significativa è poi la disciplina dello screening del tumore del colon-retto.
Il nuovo modello consente al cittadino non soltanto di ritirare in farmacia il kit necessario per la raccolta del campione, ma anche di riconsegnarlo direttamente in farmacia. La misura mira a semplificare il percorso e, soprattutto, a favorire una maggiore adesione al programma regionale di screening.
La capillarità della rete delle farmacie diventa così uno strumento di sanità pubblica: avvicinare il servizio al cittadino significa ridurre gli ostacoli organizzativi all’accesso ai programmi di prevenzione.
Aderenza terapeutica e confezionamento personalizzato
Tra gli aspetti più innovativi dell’Accordo figura anche il cd. deblistering, confezionamento personalizzato dei medicinali, finalizzato a favorire la corretta gestione della terapia, con particolare riferimento ai pazienti cronici e in politerapia.
Si tratta di un ambito particolarmente interessante perché segna un ulteriore sviluppo del ruolo professionale della farmacia.
Non si tratta più soltanto di dispensare correttamente il medicinale, ma di contribuire alla sua corretta assunzione nel tempo, intervenendo su uno dei problemi più rilevanti nella gestione delle patologie croniche: l’aderenza alla terapia.
Proprio su questo aspetto Meconi ha evidenziato che “il deblistering è una progettualità importante perché può offrire un supporto concreto alla corretta assunzione delle terapie”, sottolineando al tempo stesso come si tratti di un’attività che “richiede un alto livello di qualità”.
È un passaggio da non sottovalutare. L’ampliamento delle funzioni della farmacia porta con sé nuove opportunità, ma anche la necessità di definire procedure, standard organizzativi, responsabilità professionali e adeguati livelli di qualità del servizio.
Farmacie rurali e aree interne: garantire i servizi su tutto il territorio
L’evoluzione della Farmacia dei servizi pone inevitabilmente anche un problema di sostenibilità.
L’attivazione di nuove prestazioni richiede investimenti in apparecchiature, tecnologie, formazione e organizzazione. Tali investimenti possono risultare particolarmente gravosi per le farmacie di minori dimensioni e per quelle collocate nelle aree meno densamente popolate.
La questione assume particolare importanza nelle Marche, dove circa la metà delle farmacie è costituita da farmacie rurali.
In questa prospettiva assume interesse anche il ricorso al contratto di rete, quale strumento attraverso il quale più farmacie possono mettere in comune risorse, professionalità, strumenti e soluzioni organizzative per l’erogazione dei servizi. Un modello che può risultare particolarmente utile proprio per le realtà di minori dimensioni, consentendo di affrontare in forma condivisa investimenti e attività che potrebbero risultare difficilmente sostenibili dalla singola farmacia.
L’AIR dedica quindi specifica attenzione alla necessità di accompagnare anche queste realtà nell’evoluzione del modello, con l’obiettivo di evitare che l’ampliamento dei servizi determini nuove differenze territoriali proprio nei luoghi nei quali la farmacia rappresenta spesso il presidio sanitario più prossimo al cittadino.
Il punto è centrale: la Farmacia dei servizi può esprimere pienamente il proprio potenziale soltanto se l’accessibilità alle nuove prestazioni non rimane concentrata nei centri urbani o nelle strutture economicamente più organizzate.
Una farmacia sempre più integrata nella sanità territoriale
Il nuovo AIR delle Marche appare quindi significativo soprattutto se letto nel suo insieme.
Telemedicina, vaccinazioni, screening, prestazioni professionali, aderenza terapeutica e sostegno alla rete delle farmacie non costituiscono interventi isolati, ma tasselli di un modello nel quale la farmacia assume un ruolo sempre più definito nell’ambito dell’assistenza territoriale.
Lo stesso Presidente di Federfarma Marche ha recentemente descritto questa evoluzione come il passaggio verso “una vera e propria presa in carico del paziente”, sottolineando la necessità di una stretta collaborazione con i medici di medicina generale, le Case della comunità e gli altri professionisti sanitari presenti sul territorio.
È probabilmente questa la chiave attraverso la quale leggere l’Accordo.
La farmacia convenzionata conserva la propria funzione essenziale nell’assistenza farmaceutica, ma intorno a questa funzione si sta progressivamente costruendo un insieme più ampio di attività sanitarie e sociosanitarie.
Il nuovo AIR marchigiano rappresenta, in questo senso, un ulteriore passaggio verso un modello di farmacia stabilmente inserita nella rete territoriale del Servizio sanitario, capace di coniugare prossimità, professionalità e accessibilità.
Una trasformazione che richiederà inevitabilmente anche una crescente attenzione agli aspetti organizzativi, professionali e giuridici connessi all’erogazione dei nuovi servizi, ma che conferma il ruolo della farmacia come uno dei presidi sui quali si sta costruendo la nuova assistenza territoriale.
***
Hai ancora qualche dubbio? Contattaci
