Consiglio di Stato sospende il decreto CBD: congelata la tabella stupefacenti fino a maggio 2026
Farmatutela ha recentemente affrontato il tema degli aggiornamenti normativi in materia di canapa e suoi derivati, analizzando le principali incertezze regolatorie e le ricadute operative per le farmacie (Leggi l’articolo: Aggiornamenti del quadro normativo della canapa e dei suoi derivati: cosa deve sapere il farmacista).
In questo quadro si inserisce un nuovo e significativo intervento della giustizia amministrativa sul cannabidiolo (CBD).
Il Consiglio di Stato, con due ordinanze cautelari pubblicate il 15 dicembre 2025, ha sospeso l’efficacia delle sentenze del TAR Lazio e del decreto del Ministero della Salute che aveva disposto l’inserimento delle composizioni orali a base di CBD nella tabella dei medicinali stupefacenti.
L’effetto pratico della decisione è quello di congelare il nuovo regime fino alla definizione del giudizio di merito, fissato per il 7 maggio 2026.
CBD e decreto ministeriale: il contenzioso
Il decreto ministeriale del 27 giugno 2024 aveva previsto l’inclusione delle composizioni orali contenenti CBD tra le sostanze stupefacenti, richiamando il principio di precauzione a tutela della salute pubblica.
Una scelta che, sul piano pratico, avrebbe comportato una profonda modifica del regime di commercializzazione di tali prodotti, limitandone la vendita al solo canale farmacia e subordinandola alla prescrizione medica.
Contro il decreto hanno proposto ricorso diverse imprese del settore. Il TAR Lazio, con sentenze pronunciate nel luglio 2025, aveva tuttavia respinto le impugnazioni, rendendo pienamente efficace il provvedimento ministeriale.
Le ordinanze del Consiglio di Stato
A seguito delle decisioni del TAR, le aziende hanno proposto appello al Consiglio di Stato, evidenziando come l’immediata applicazione del decreto avrebbe determinato un blocco sostanziale delle attività produttive e commerciali, con conseguenze rilevanti sotto il profilo economico e occupazionale.
Il Consiglio di Stato, pronunciandosi in sede cautelare, ha ritenuto sussistente il periculum in mora e ha rilevato la necessità di un approfondimento nel merito delle questioni sollevate. Tra queste, assumono particolare rilievo i profili di compatibilità con il diritto costituzionale e con il diritto dell’Unione europea, nonché l’effettiva correttezza dell’applicazione del principio di precauzione al cannabidiolo, sostanza che presenta caratteristiche diverse rispetto ai principi attivi tradizionalmente qualificati come stupefacenti.
Alla luce di tali considerazioni, il Collegio ha disposto la sospensione sia delle sentenze del TAR Lazio sia degli effetti del decreto ministeriale, rinviando ogni valutazione definitiva alla fase di merito.
Le ricadute per le farmacie
La sospensione del decreto ministeriale comporta che, fino alla decisione finale del Consiglio di Stato, non trova applicazione il regime restrittivo che avrebbe qualificato le composizioni orali a base di CBD come medicinali stupefacenti.
Sul piano operativo, ciò significa che le farmacie non sono, allo stato, chiamate a gestire tali prodotti secondo le regole proprie degli stupefacenti, con tutto ciò che ne sarebbe conseguito in termini di prescrizione obbligatoria, tracciabilità, registrazioni e controlli.
Resta dunque applicabile il quadro previgente, evitando – almeno temporaneamente – un impatto organizzativo significativo sul servizio farmaceutico.
Conclusioni
Le ordinanze del Consiglio di Stato rappresentano un passaggio di particolare rilievo in una materia ancora fortemente controversa, nella quale si intrecciano esigenze di tutela della salute, libertà di iniziativa economica e coerenza con il diritto eurounitario.
La decisione cautelare non risolve il nodo di fondo relativo alla qualificazione giuridica del CBD, ma segnala chiaramente la necessità di una valutazione più approfondita e non meramente automatica del principio di precauzione.
In attesa dell’udienza di merito del 7 maggio 2026, il settore – e in particolare le farmacie – dovrà continuare a muoversi in un contesto di incertezza regolatoria, che rende essenziale un costante monitoraggio degli sviluppi normativi e giurisprudenziali. Farmatutela continuerà a seguire l’evoluzione della vicenda, fornendo aggiornamenti e chiavi di lettura operative per i professionisti del settore.
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